Bologna, crocevia dei traffici di droga

E’ sempre stato così e lo è anche per le droghe, che passano per il capoluogo emiliano con flussi continui. Cocaina, eroina, marijuana, droghe sintetiche, il mercato bolognese è ricchissimo, e richiama persone che vogliono consumare. Ma quali sono i collegamenti tra morti per overdose, spaccio e narcotraffico? E come gli affari delle mafie che lucrano sulle droghe incidono nella nostra vita, da un punto di vista economico, ma anche sociale e politico? Rispondere a queste domande è stato il fine del dossier “Bologna crocevia dei traffici di droga”, realizzato da Libera Bologna e Libera Informazione. L’inchiesta ricostruisce la situazione del capoluogo emiliano, superando gli stereotipi e i luoghi comuni che troppo spesso sono alla ribalta a livello mediatico. Per questo, si è avvalsa di diversi contributi di studiosi che si occupano dei temi trattati: Piero Innocenti, ex Questore, direttore del Servizio Affari Internazionali e Servizio Operazioni Antidroga della DCSA2; Salvatore Giancane, tossicologo dell’AUSL di Bologna; Ranieri Razzante, docente di Legislazione antiriciclaggio e consulente della Commissione Parlamentare Antimafia e del Prefetto Antiracket; il Nucleo Antidroga del G.I.C.O. Guardia di Finanza di Bologna e il Comando Provinciale dei Carabinieri. Il dossier di Libera Bologna analizza il mercato dello spaccio cittadino, sempre più nelle mani di gruppi criminali stranieri, riporta resoconto dettagliato delle principali operazioni di contrasto al narcotraffico, come avviene il riciclaggio dei narcomilioni nelle filiere della finanza internazionale ma anche nelle attività commerciali e imprenditoriali del tutto legali che inquinano l’economia locale. Ma suggerisce anche la necessità di una politica locale contro i traffici delle droghe a partire dai riflessi e dalle conseguenze economiche e sociali che esse generano a scapito delle comunità. L’inchiesta è stata curata da Sofia Nardacchione, di Libera Bologna, che ha spiegato a DrugAdvisor le ragioni e gli elementi più significativi scaturiti da questo dossier.

Si tratta, dunque, di un fenomeno che, come confermano i dati dei morti per overdose, riguarda tutte le fasce d’età: trasversale e che, insieme al mutare delle modalità e dei prezzi delle sostanze, coinvolge sempre più fasce sociali. Sono cambiati i modelli di consumo, che spaventano meno e fanno sì che le droghe vengano consumate in quantità maggiore: l’eroina si fuma, e questo si può fare ovunque e con più facilità, con meno rischi per le malattie che si trasmettono per via ematica, come l’HIV e l’epatite. La cocaina poi, non più “riservata” alle fasce sociali alte, mantiene il primato di consumo a fianco dell’eroina. E accanto a queste, racconta il dossier, si sono aggiunte le droghe sintetiche, spesso anche di fabbricazione casalinga, direttamente a Bologna. Le smart drugs sono sostanze contro cui la repressione è difficile, proprio perché la fabbricazione è capillare sul territorio, non troppo complessa e quindi molto diffusa e con prezzi accessibili.
Insomma – conclude il dossier -, il flusso di droghe è massiccio, con piazze di spaccio che sono sempre più “delegate” a gruppi criminali stranieri, che le gestiscono in accordo con le mafie nostrane, interessate maggiormente ai grandi traffici. Ma il collegamento rimane e dimostra di come enorme sia il giro di affari generato, anche a Bologna, dal narcotraffico. Così grande che si può spartire tra le varie mafie, con vantaggi e guadagni per tutte“.

L’intero dossier è scaricabile da questa pagina del sito di Libera Bologna.

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